Archivio Novembre 2008
Bash 4.5 2009 scritto da Roberto Da costa foto A. Getuli e A.Ragazzi
di wsaction (29/11/2008 - 16:02)
Eccomi nuovamente on line per un il nuovo test. Questa volta ho testato la nuova Bash 2009, vela wave on shore della challengersails. La misura da me testata è la 4.5, misura che solitamente non fa parte del mio set di vele, ma che come vedremo più avanti si è rivelata una validissima alternativa alla mia K.onda 4.7 …tanto da farmi pensare di cambiare le misure di tutto il set.
Le vele della collezione C:09, prodotte dalla veleria di Senigallia, sono state ridisegnate totalmente da Cesare Cantagalli, il quale le ha rese esteticamente ancora più belle; inoltre, durante tutto l’inverno, le vele sono state provate a fondo dai ragazzi del team nei vari spot italiani ed internazionali. A seguito di ciò sono state apportate delle importanti variazioni a livello strutturale e funzionale su tutti i modelli presenti in catalogo.

Le modifiche più evidenti di quest’anno sono le seguenti: le prime due stecche partendo dalla base della vela rispetto al modello 08, sono più morbide, e di conseguenza ora la vela è meno rigida e meno fisica con vento leggero. E’ stato aumentato il twist della vela, per far si che in condizioni di forte in velatura, le già ottime doti di controllo venissero ulteriormente ottimizzate. Armando la vele ci si rende conto che, applicando una modesta tensione di carica basso, la balumina apre molto di più rispetto al mod 08.

L’aumento del twist della balumina non deve trarre in inganno, il velaio ha lasciato nella parte bassa della vela un minimo di grasso per favorire lo spunto in planata, caratteristica tipica delle vele on shore. Nuovo anche il mono film, che nella collezione 09 non’è più colorato su tutta la vela, la porzione di x-ply colorato è stata ridotta e mantenuta solo nella zona esterna e bassa , donando un piacevole effetto grafico. Nella zona della finestra è stato utilizzato un tipo di x-ply con tramatura più larga e trasparente, questo per favorire la visibilità in manovra .

Anche l’anti break “sempre in termoform” ha subito qualche miglioria, finalmente è stato modificato il sistema di chiusura. Con il modello 09 è scongiurato il rischio di navigare con il paracolpi aperto, che oltre a creare intralcio in virata è brutto esteticamente.

Per testare questa vela ho dovuto macinare qualche km, ma alla fine credo di essere sicuro di questo test al 99%. Lo spot wave prescelto è stato Termoli che, si sa, quando la tramontana soffia bella decisa, regala ottime condizioni side off….ma qui viene il bello!!

Arrivato sullo spot mi sono reso conto che le condizioni non erano proprio side off, il vento era bello deciso, ma la direzione era on shore, e quindi la scelta è caduta proprio sulla Bash 4.5 vela on shore!! La k.onda 5.0-09 che avevo portato come seconda vela da testare, era troppo grande, quindi grazie al vento da mare ho potuto testare ben benino questa 4.5 da wave,.

Per il test ho utilizzato lo short 370 100% Carbon, albero consigliato dalla veleria ed utilizzato anche dal velaio per progettare le nuove Bash, il cui utilizzo garantisce le massime prestazioni della vela. Armare la Bash 09 è un gioco da ragazzi. L’albero scivola nella tasca d’albero senza fare troppo attrito; ciò è possibile grazie alla fettuccia in dacron posizionata internamente alla tasca. Questo piccolo accorgimento preserva la tasca d’albero da strappi causati dal continuo inserimento del l’albero stesso, che spesso con il tempo lacera le cuciture, causando strappi improvvisi proprio alla tasca d’albero.

Una volta finito di armare la vela mi precipito in acqua. La prima sensazione che ho avuto è stata di avere fra le mani una vela bella potente, la mia sensazione è stata confermata dal fatto che i miei amici più magrolini usano vele comprese fra 4.7e le 5.0. Continuo a surfare incurante delle raffiche che fuori dal porto sono ben oltre i 30 nodi. Viro e cerco di surfare qualche onda, convinto che tutta quella potenza non sia proprio il massimo in surfata, ma dopo un paio di bottom turn mi devo ricredere, la vela, nonostante sia potente, mantiene una grande stabilità sia in andatura che in surfata.

Il vento da mare mi ha permesso anche grazie al volume della mia tavola wave “un Ab plus 90 litri Tidal “ di apprezzare tutte le caratteristiche di questa vela on shore. Surfare in back side con la Bash è un gioco da ragazzi, le riserva di potenza che la vela ha è di grande aiuto. In queste condizioni, dove spesso l’onda, se grande, attenua l’intensità del vento stesso, rendendo il surf in back side un po’ difficoltoso. Con questa vela on shore ci si spinge sino al lip dell’onda, chiudendo con facilità anche degli aerial back side degni di nota.
Nei salti la Bash è sempre ben bilanciata ed una volta impostata la manovra si lascia condurre per tutta la rotazione in maniera naturale e senza troppi sforzi. Anche usandola come vela da acqua piatta e vento forte non delude. Il taglio della base ed il boma corto le conferiscono un ottima manovrabilità,unita alla buona velocità che riesce a sprigionare, renderà felici i più smaliziati freeryde, mentre i freestyle più incalliti, la potranno usare senza limitazioni per le loro evoluzioni , anche quelle più radicali.
Consigli per un coretto trim della vela :
Come già in precedenza riportato, per far rendere al meglio la Bash 4.5 09 è opportuno utilizzare l’albero consigliato, lo short 370. Personalmente ho utilizzato il 100%, ma vi garantisco che, anche usando un 65% carbon, sempre short, le prestazioni sono più che ottime. Su questa vela ho provato anche altri alberi di marche diverse. Ho riscontrato che la challenger ha fatto si che le proprie vele possano funzionare anche con alberi di marche diverse: a patto che abbiano la stessa curvatura.
Una volta finito di cazzare il carica basso, montate il boma e regolatelo provvisoriamente, ora cazzate completamente di carica basso fino a che le due stecche sulla penna non si allentano “utilizzate questa configurazione in giornate di vento medio” ora tocca al boma: regolate la bugna cazzandola in modo che la vela non arrivi a toccare il terminale del boma è bene lasciare un pochino di grasso alla vela solo cosi potrà sventare in modo coretto, ma senza esagerare con la tensione
Solo in questo modo le vela potrà twistare liberamente mantenendo sempre il centro velico nella sua posizione ottimale.
Commento by Viking.
Anche il sottoscritto ha avuto modo di provare la Bash 4.5 2009 lo stesso giorno e devo dire che rispetto alle Bash degli anni precedenti, quest'ultima mi ha dato delle sensazioni completamente nuove. Innanzitutto mi è sembrata molto stabile sia in andatura, ma soprattutto in surfata, ove la sensazione di maneggevolezza e fluidità sulle onde è stata quasi totale. Infatti anche se la 4.5 Bash 2009 conferma di essere una ottima vela per condizioni di vento e onda on shore,come del resto tutte quelle della serie, si è rivelata altrettanto valida in condizione off-shore, dove è importante avere una vela che "non strappi" e che mantenga il suo bilanciamento, evitando così di perdere velocità nei bottom turns.
Anche nei salti e nelle rotazioni la vela rimane piuttosto stabile e neutra, consentendo di chiudere le manovre, seppur non completamente, in assoluta sicurezza. L'abbinamento poi con alberi skinny full carbon, meglio ancora se consigliati dalla casa, è, a mio avviso scelta pressochè obbligata per garantire alla vela una eccellente accelerazione in planata, maneggevolezza e prestazioni in linea, anche in acqua piatta.
I materiali, infine, sono, a differenza di quelli degli anni precedenti, decisamente migliorati sia sotto il profilo della qualità e della robustezza, in particolare le cuciture e il mono film, collocando questo tipo di vela tra le migliori del mercato. Unica pecca, la scelta dei colori, il cui abbinamento non mi ha particolarmente entusiasmato, e che poteva essere sicuramente migliorato.
Misure Bash 2009 4.1 - 4.5 - 4.7 - 5.0 - 5.3 - 5.7
Alberi consigliati per BASH, CHALLENGER SHORT+ 100% e NEEDLE+ 100%.
Per tutte le info sui prodotti Challengersails, ciccate sù www.challengersals.com.
Special Tanks: AB Plus Board AL 360 Boma carbon e pinne,windghear mute.
Test boma Carbon AL 360 150/210
di wsaction (13/11/2008 - 22:15)
Test boma Carbon AL 360 150/210
La stagione 2008 per il sottoscritto ha segnato un bel cambio di marcia. Con il cambio di tavole e l’arrivo delle vele 2009, le cose si sono fatte molto interessanti. L’unica cosa che mancava era il boma. Grazie alla disponibilità dei miei amici Claudio Badiali e Andrea Bargi , rispettivamente velaio della challengersails ed importatore della “AB plus”, sono riuscito a contattare Francesco di “AL 360”, azienda leader nella produzione di boma e pinne, tutto rigorosamente made in italy.

Pochi giorni di attesa, sempre troppi quando pensi di ricevere un prodotto super, sono stati necessari per avere i miei due boma carbon con progrip personalizzato. Una volta ricevuti, i boma si sono mostrati in tutto il loro splendore, si cari amici, questo è proprio l’aggettivo giusto per definire questo prodotto, che paragonato ad altri boma carbon in circolazione …

Capisco che qualcuno possa storcere il naso dietro questa mia affermazione, ma fino a che non si ha la possibilità di provare un boma “al 360” non ci si rende conto di che prodotto si tratta. Tanto per darvi un idea di quello che vi scrivo, vi invito a visitare il sito della “al360” all’indirizzo: www.al360.it/windsurf, potete verificare personalmente e, se volete, potete contattare Francesco il quale che non esiterà a darvi tutte le spiegazioni ed i chiarimenti che volete.

Dopo aver acquistato ed utilizzato personalmente alcuni boma carbon di differenti aziende, due dei quali con curva classica ed uno con curva ergonomica, mi sono dovuto ricredere sul loro reale valore. Per spiegarvi il boma carbon, al di là della scritta che campeggia sul grip, spesso non funziona e non dura come ci si aspetta da un prodotto che dovrebbe, almeno sulla carta, garantire prestazioni senza compromessi. E non sto parlando solo delle prestazioni dei tubi, ma di tutti gli accessori che lo compongono: terminale, strozza scotte, push pin e per ultimo il pro grip, tutte cose che se non sono state calibrate e studiate alla perfezione, renderanno il prodotto finito bello, ma poco resistente.

Potrei farvi un l’elenco dettagliato dei difetti, con tanto di modifiche che ho dovuto apportare per far si che i boma che ho utilizzato prima continuassero ha funzionare al meglio, ma preferisco non vanificare il lavoro delle aziende che comunque fanno del loro meglio per migliorare i loro prodotti.
AL 360 boma in dettaglio:
Partiamo con i tubi del boma, che sono stati studiati e progettati in modo tale che il boma stesso possa essere il più rigido possibile e nello stesso tempo anche comodo in andatura. Per raggiungere questo obbiettivo, AL 360, ha messo a punto una speciale curvatura ergonomia, che, unita ad una sezione dei tubi ovalizzata, rende questo prodotto unico ed insuperabile.

Questo particolare disegno è stato studiato per far si che i tubi, all’altezza della maniglia, siano ancora più rigidi e favoriscano una presa migliore, specialmente a chi ha le mani piccole, ed a chi ne fa un uso frequente. In effetti, dopo averlo utilizzato per ben tre ore di fila, non ho avvertito il solito affaticamento muscolare agli avambracci, e nemmeno i fastidiosi dolori derivati dai calli delle mani. Il morbido pro grip facilita la presa e attenua, anche se di poco, le micro vibrazioni causate dai tubi in carbonio.

La maniglia è stata costruita con del materiale plastico molto esistente e flessibile, ed è il vero punto di forza di questo boma, solida e dall’aggancio rapido, una volta regolata e stretta, non si muove di un millimetro, nemmeno dopo ore di windsurf, distribuendo in maniera eccellente le forti pressioni che si vengono a creare sull’albero, evitando di conseguenza che l’albero stesso si spezzi in due dopo un salto, od una catapulta involontaria.

Anche il terminale non fa eccezione, rigorosamente in carbonio mono blocco è stato studiato appositamente per essere rigido, funzionale e sicuro. Anche questa parte del boma è stata curata in maniera maniacale, e prima di essere montata sui tubi, viene completamente smerigliata e lucidata e soltanto successivamente vengono applicati i numeri per la regolazione.
I fori dove alloggia il push pin per la chiusura del terminale, sono stati ricavati dallo stesso stampo del terminale,con una tecnica di laminazione del prepreg, a differenza di come avviene per la maggior parte dei boma delle altre marche, che solitamente effettuano i fori per i push pin solo dopo che il terminale esce dallo stampo, creando inevitabilmente una zona dove il carbonio non ha continuità. Di conseguenza se lo si utilizza molto, si rischia prima la delaminazione e poi l’inevitabile rottura del tubo.
Da non sottovalutare anche il fatto che chi fa molto freestyle, spesso deve nastrare il terminale del boma, proprio per il fatto che i tubi sono stati forati dopo, e quindi lasciano spesso nelle mani dei pezzetti di filamento di carbonio” dolorosissimo”. Con il boma AL 360 questo non può accadere, perché il terminale esce dallo stampo già forato.
Impressioni in acqua.
Il boma viene venduto completo di sacca per proteggerlo dagli urti e dai raggi del sole, una rarità. Una volta entrati in acqua, si ha subito un feeling più diretto con tutta l’attrezzatura. Il corpo in andatura assume una posizione più eretta rispetto ai boma con una curvatura classica. Le braccia sono più dritte e si affaticano meno, tutto sembra più naturale. Anche la forza che solitamente si deve esercitare sulle mani per tenere il boma è dimezzata, questo grazie alla sezione da 28, ed ai tubi ovalizzati.
Nelle manovre freestyle la sensazione di avere il boma più vicino al corpo, favorisce i più bravi ed aiuta chi prova per le prime volte le manovre freestyle. Mentre si naviga, si sente che il boma è rigido e ben saldo all’albero, ogni variazione di vento viene trasforma in energia sulla vela. Questa sensazione si avverte specialmente con vento leggero e vele di media grandezza tipo 5.9/6.3, dove la rigidità del boma spesso si rivela un’arma vincente per planare in fretta e chiudere più velocemente le manovre.
In condizioni di vento forte, grazie alla totale assenza di torsione e flessione, il boma al 360 carbon trasforma ogni raffica in energia planante, garantendo il massimo del divertimento. Concludo questo mio test consigliando questo boma a chi cerca il massimo in fatto di prestazioni,confort,e prezzo!! Con la garanzia di aver acquistato un prodotto che dura nel tempo e dalle caratteristiche tecniche senza paragoni.
Pochi giorni di attesa, sempre troppi quando pensi di ricevere un prodotto super, sono stati necessari per avere i miei due boma carbon con progrip personalizzato. Una volta ricevuti, i boma si sono mostrati in tutto il loro splendore, si cari amici, questo è proprio l’aggettivo giusto per definire questo prodotto, che paragonato ad altri boma carbon in circolazione …
Capisco che qualcuno possa storcere il naso dietro questa mia affermazione, ma fino a che non si ha la possibilità di provare un boma “al 360” non ci si rende conto di che prodotto si tratta. Tanto per darvi un idea di quello che vi scrivo, vi invito a visitare il sito della “al360” all’indirizzo: www.al360.it/windsurf, potete verificare personalmente e, se volete, potete contattare Francesco il quale che non esiterà a darvi tutte le spiegazioni ed i chiarimenti che volete.

Dopo aver acquistato ed utilizzato personalmente alcuni boma carbon di differenti aziende, due dei quali con curva classica ed uno con curva ergonomica, mi sono dovuto ricredere sul loro reale valore. Per spiegarvi il boma carbon, al di là della scritta che campeggia sul grip, spesso non funziona e non dura come ci si aspetta da un prodotto che dovrebbe, almeno sulla carta, garantire prestazioni senza compromessi. E non sto parlando solo delle prestazioni dei tubi, ma di tutti gli accessori che lo compongono: terminale, strozza scotte, push pin e per ultimo il pro grip, tutte cose che se non sono state calibrate e studiate alla perfezione, renderanno il prodotto finito bello, ma poco resistente.
Potrei farvi un l’elenco dettagliato dei difetti, con tanto di modifiche che ho dovuto apportare per far si che i boma che ho utilizzato prima continuassero ha funzionare al meglio, ma preferisco non vanificare il lavoro delle aziende che comunque fanno del loro meglio per migliorare i loro prodotti.
AL 360 boma in dettaglio:
Partiamo con i tubi del boma, che sono stati studiati e progettati in modo tale che il boma stesso possa essere il più rigido possibile e nello stesso tempo anche comodo in andatura. Per raggiungere questo obbiettivo, AL 360, ha messo a punto una speciale curvatura ergonomia, che, unita ad una sezione dei tubi ovalizzata, rende questo prodotto unico ed insuperabile.
Questo particolare disegno è stato studiato per far si che i tubi, all’altezza della maniglia, siano ancora più rigidi e favoriscano una presa migliore, specialmente a chi ha le mani piccole, ed a chi ne fa un uso frequente. In effetti, dopo averlo utilizzato per ben tre ore di fila, non ho avvertito il solito affaticamento muscolare agli avambracci, e nemmeno i fastidiosi dolori derivati dai calli delle mani. Il morbido pro grip facilita la presa e attenua, anche se di poco, le micro vibrazioni causate dai tubi in carbonio.
La maniglia è stata costruita con del materiale plastico molto esistente e flessibile, ed è il vero punto di forza di questo boma, solida e dall’aggancio rapido, una volta regolata e stretta, non si muove di un millimetro, nemmeno dopo ore di windsurf, distribuendo in maniera eccellente le forti pressioni che si vengono a creare sull’albero, evitando di conseguenza che l’albero stesso si spezzi in due dopo un salto, od una catapulta involontaria.
Anche il terminale non fa eccezione, rigorosamente in carbonio mono blocco è stato studiato appositamente per essere rigido, funzionale e sicuro. Anche questa parte del boma è stata curata in maniera maniacale, e prima di essere montata sui tubi, viene completamente smerigliata e lucidata e soltanto successivamente vengono applicati i numeri per la regolazione.
I fori dove alloggia il push pin per la chiusura del terminale, sono stati ricavati dallo stesso stampo del terminale,con una tecnica di laminazione del prepreg, a differenza di come avviene per la maggior parte dei boma delle altre marche, che solitamente effettuano i fori per i push pin solo dopo che il terminale esce dallo stampo, creando inevitabilmente una zona dove il carbonio non ha continuità. Di conseguenza se lo si utilizza molto, si rischia prima la delaminazione e poi l’inevitabile rottura del tubo.
Da non sottovalutare anche il fatto che chi fa molto freestyle, spesso deve nastrare il terminale del boma, proprio per il fatto che i tubi sono stati forati dopo, e quindi lasciano spesso nelle mani dei pezzetti di filamento di carbonio” dolorosissimo”. Con il boma AL 360 questo non può accadere, perché il terminale esce dallo stampo già forato.
Impressioni in acqua.
Il boma viene venduto completo di sacca per proteggerlo dagli urti e dai raggi del sole, una rarità. Una volta entrati in acqua, si ha subito un feeling più diretto con tutta l’attrezzatura. Il corpo in andatura assume una posizione più eretta rispetto ai boma con una curvatura classica. Le braccia sono più dritte e si affaticano meno, tutto sembra più naturale. Anche la forza che solitamente si deve esercitare sulle mani per tenere il boma è dimezzata, questo grazie alla sezione da 28, ed ai tubi ovalizzati.
Nelle manovre freestyle la sensazione di avere il boma più vicino al corpo, favorisce i più bravi ed aiuta chi prova per le prime volte le manovre freestyle. Mentre si naviga, si sente che il boma è rigido e ben saldo all’albero, ogni variazione di vento viene trasforma in energia sulla vela. Questa sensazione si avverte specialmente con vento leggero e vele di media grandezza tipo 5.9/6.3, dove la rigidità del boma spesso si rivela un’arma vincente per planare in fretta e chiudere più velocemente le manovre.
In condizioni di vento forte, grazie alla totale assenza di torsione e flessione, il boma al 360 carbon trasforma ogni raffica in energia planante, garantendo il massimo del divertimento. Concludo questo mio test consigliando questo boma a chi cerca il massimo in fatto di prestazioni,confort,e prezzo!! Con la garanzia di aver acquistato un prodotto che dura nel tempo e dalle caratteristiche tecniche senza paragoni.
Roberto Da Costa
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