Test Challenger B-lite 5.9
Test Challenger B-lite 5.9

Test a cura di Roberto da Costa ,
Con la nuova stagione, tutte le velerie ripropongono i loro nuovi modelli,tutti rivisti e corretti,come vuole il mercato, e a tal proposito anche la veleria Challenger Sails di Senigallia non fa eccezione,e propone per la nuova stagione una linea di otto modelli alcuni dei quali completamente nuovi. Partendo dalla K onda fino ad arrivare alla vela dedicata ai piccoli campioni la Leon, tutte progettate dalla mente di Cesare Cantagalli e testate da tutto il Team Challenger.
Per il test ho preso in considerazione il modello Freestyle la Bash 5.9 lite, vela da abbinare alle moderne tavole da freestyle sui 100-120 litri e da usare come vela unica per le condizioni estive con venti che variano dai 14 nodi fino ai 18, prevalentemente in condizioni di acqua piatta.
Sono proprio queste le condizioni che abbiamo incontrato nel nostro test svolto sullo spot lago di Bracciano con vento di tramontana sui 16 nodi con raffiche fino a 18 nodi.
Una volta srotolata la vela, saltano subito all’occhio i nuovi rinforzi di base studiati per evitare che l’antisdrucciolo della tavola, possa rovinare la base della vela, nuovo anche il monofilm ora bicolore e tramato rosso o blu nelle zone di base e penna, anche la balumina viene rinforzata da un monofilm tramato a prova di strappo

Nuova anche la tasca d’albero ora di un nuovo materiale più robusto della versione 2007.
Presente anche nel modello 2008 la protezione di base costruita in Thermoform, e la carrucola in acciaio inox indispensabile e comoda in fase di montaggio.


Per preservare dalle abrasioni le stecche in fase montaggio, la Challenger Sails ha applicato sul terminale delle stecche di piccoli loghi in gomma e una fettuccia sul top della vela che serve in fase di montaggio e smontaggio, ed evita che la vela si accartocci mentre si sfila l’albero dalla tasca: piccoli dettagli che fanno capire quanta cura la Challenger sails mette nella progettazione delle proprie vele.

Armata con il suo albero lo short 430-100% la vela si monta velocemente, e con poca tensione di caricabasso si raggiunge subito il trim perfetto, facile da armare e da regolare non presenta nessuna piega antiestetica, il profilo si distribuisce in maniera molto uniforme con un leggero grasso all’ altezza delle prime due stecche di base, il boma relativamente lungo dà alla vela un aspetto compatto.

Prova in acqua
La cosa che colpisce è la progressiva accelerazione che la B-lite 5.9 possiede, in fase di inizio planata, la vela accelera e non strappa mai sul braccio anteriore rimanendo sempre molto controllabile in tutte le andature, questa caratteristica è di massimo aiuto nelle manovre tipo spock e flaka dove la vela deve rimanere neutra,e in tutte le manovre aeree, forward compreso.
E' proprio nelle manovre tipo loop che si riesce ad appezzare tutto il controllo che la vela trasmette al surfer, morbida nei cambi di mura, la B-lite 5.9 non crea problemi e non strappa, questo grazie al sistema di stecche che non toccano l’albero ed evitano proprio nei cambi di mura quel fastidioso scatto delle stecche.
La veleria è riuscita a raggiungere un ottimo equilibrio fra freewave e freestyle sulla B-lite 5.9, e anche se non si utilizza per un uso puramente Freestyle, la B-lite 5.9 pur non essendo molto veloce, riesce a mantenere sempre una buona velocità in tutte le andature, senza privilegiare nessuna in particolare, anche l’angolo di bolina con vento costante non varia di molto rispetto alle vele dedicate al freeryde.
Da segnalare inoltre, l’impegno che la veleria Challenger Sails ha messo nella scelta dei materiali di costruzione tutti rigorosamente di prima qualità , il tutto prestando la massima attenzione ai prezzi, che per la nuova serie 2008 sono addirittura inferiori rispetto alla serie precedente. Un motivo in più per scegliere Challenger Sails.

Consigli per il trim
5.9 albero 430 short 100% prolunga 22 cm boma 185
Per ottenere le massimo dalla vela ricordate di non esagerare con la tensione del caricabbasso tiratelo fino a che le prime due stecche della penna non sventano, poi regolate la bugna dando una leggera tensione,evitate assolutamente di tendere troppo la bugna e ricordatevi che la vela lavora al meglio solo con una corretta regolazione della bugna, se il vento aumenta vi consiglio di aumentare al massimo di 2 centimetri la tensione del caricabasso e di utilizzare il secondo occhiello di bugna
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Test a cura di Roberto da Costa




