PROVA PINNE AL 360 VATALOGO 2009
Sono ormai nove mesi che faccio parte del team Al 360 e devo dire che, grazie alla disponibilità di C. Francesco, spesso ho la possibilità di provare alcuni dei suoi prodotti migliori. Del boma vi ho parlato ampiamente nel test pubblicato tempo fa.
Questa volta voglio farvi conoscere due delle pinne che Al 360 produce.
Queste appendici sommerse, se utilizzate sulla maggior parte delle tavole di serie ne migliorano sensibilmente le prestazioni, rendendo ogni uscita un vero piacere qualunque sia il vostro livello.

Queste due pinne rappresentano solo una piccola parte del materiale che AL 360 produce nel suo stabilimento Italiano. Sono mesi che le utilizzo e non posso che ritenermi soddisfatto. Nella foto si vedono i due modelli da me utilizzati, il primo è il modello freestyle pro 23 cm, costruita G 10 carbon.

Questa pinna è costruita con i migliori materiali disponibili sul mercato. Tutta la lavorazione viene eseguita con tecnologia cnc system. Dopo la fresatura con la macchina cnc, le pinne vengono rifinite a mano con una cura quasi “maniacale”.
Questa è la pinna da freestyle che utilizzo quasi ogni volta che esco, sia che ci siano condizioni di piatto o onda. Questa pinna non delude mai, regalandomi sempre ottime surfate.
Per essere più preciso abbino questa pinna al mio AB 95 litri che utilizzo con le seguenti misure di vela, 4.5,4.7,5.3 ,e ….udite udite !! 5.9 B.lite con tanto di boma da 182 cm.

La seconda è una pinna wave 20.5 costruita come la freestyle pro con tecnologia cnc system in G10 epoxi, bella e consistente, accoppiata al mio AB plus tidal 76 litri rende ogni surfata un vero piacere. Il particolare flex della parte terminale “tip” dona alla surfata una morbidezza unica che ben si addice alle caratteristiche dal mio wave .

Concludo dicendovi che queste pinne prima di essere mese in produzione vengono testate dai più bravi rider italiani ed internazionali. E’ solo dopo ore di utilizzo nelle più severe condizioni, vengono messe in produzione.
Per tutte le info sui prodotti www.al360.it
Bash 4.5 2009 scritto da Roberto Da costa foto A. Getuli e A.Ragazzi
Eccomi nuovamente on line per un il nuovo test. Questa volta ho testato la nuova Bash 2009, vela wave on shore della challengersails. La misura da me testata è la 4.5, misura che solitamente non fa parte del mio set di vele, ma che come vedremo più avanti si è rivelata una validissima alternativa alla mia K.onda 4.7 …tanto da farmi pensare di cambiare le misure di tutto il set.
Le vele della collezione C:09, prodotte dalla veleria di Senigallia, sono state ridisegnate totalmente da Cesare Cantagalli, il quale le ha rese esteticamente ancora più belle; inoltre, durante tutto l’inverno, le vele sono state provate a fondo dai ragazzi del team nei vari spot italiani ed internazionali. A seguito di ciò sono state apportate delle importanti variazioni a livello strutturale e funzionale su tutti i modelli presenti in catalogo.

Le modifiche più evidenti di quest’anno sono le seguenti: le prime due stecche partendo dalla base della vela rispetto al modello 08, sono più morbide, e di conseguenza ora la vela è meno rigida e meno fisica con vento leggero. E’ stato aumentato il twist della vela, per far si che in condizioni di forte in velatura, le già ottime doti di controllo venissero ulteriormente ottimizzate. Armando la vele ci si rende conto che, applicando una modesta tensione di carica basso, la balumina apre molto di più rispetto al mod 08.

L’aumento del twist della balumina non deve trarre in inganno, il velaio ha lasciato nella parte bassa della vela un minimo di grasso per favorire lo spunto in planata, caratteristica tipica delle vele on shore. Nuovo anche il mono film, che nella collezione 09 non’è più colorato su tutta la vela, la porzione di x-ply colorato è stata ridotta e mantenuta solo nella zona esterna e bassa , donando un piacevole effetto grafico. Nella zona della finestra è stato utilizzato un tipo di x-ply con tramatura più larga e trasparente, questo per favorire la visibilità in manovra .

Anche l’anti break “sempre in termoform” ha subito qualche miglioria, finalmente è stato modificato il sistema di chiusura. Con il modello 09 è scongiurato il rischio di navigare con il paracolpi aperto, che oltre a creare intralcio in virata è brutto esteticamente.

Per testare questa vela ho dovuto macinare qualche km, ma alla fine credo di essere sicuro di questo test al 99%. Lo spot wave prescelto è stato Termoli che, si sa, quando la tramontana soffia bella decisa, regala ottime condizioni side off….ma qui viene il bello!!

Arrivato sullo spot mi sono reso conto che le condizioni non erano proprio side off, il vento era bello deciso, ma la direzione era on shore, e quindi la scelta è caduta proprio sulla Bash 4.5 vela on shore!! La k.onda 5.0-09 che avevo portato come seconda vela da testare, era troppo grande, quindi grazie al vento da mare ho potuto testare ben benino questa 4.5 da wave,.

Per il test ho utilizzato lo short 370 100% Carbon, albero consigliato dalla veleria ed utilizzato anche dal velaio per progettare le nuove Bash, il cui utilizzo garantisce le massime prestazioni della vela. Armare la Bash 09 è un gioco da ragazzi. L’albero scivola nella tasca d’albero senza fare troppo attrito; ciò è possibile grazie alla fettuccia in dacron posizionata internamente alla tasca. Questo piccolo accorgimento preserva la tasca d’albero da strappi causati dal continuo inserimento del l’albero stesso, che spesso con il tempo lacera le cuciture, causando strappi improvvisi proprio alla tasca d’albero.

Una volta finito di armare la vela mi precipito in acqua. La prima sensazione che ho avuto è stata di avere fra le mani una vela bella potente, la mia sensazione è stata confermata dal fatto che i miei amici più magrolini usano vele comprese fra 4.7e le 5.0. Continuo a surfare incurante delle raffiche che fuori dal porto sono ben oltre i 30 nodi. Viro e cerco di surfare qualche onda, convinto che tutta quella potenza non sia proprio il massimo in surfata, ma dopo un paio di bottom turn mi devo ricredere, la vela, nonostante sia potente, mantiene una grande stabilità sia in andatura che in surfata.

Il vento da mare mi ha permesso anche grazie al volume della mia tavola wave “un Ab plus 90 litri Tidal “ di apprezzare tutte le caratteristiche di questa vela on shore. Surfare in back side con la Bash è un gioco da ragazzi, le riserva di potenza che la vela ha è di grande aiuto. In queste condizioni, dove spesso l’onda, se grande, attenua l’intensità del vento stesso, rendendo il surf in back side un po’ difficoltoso. Con questa vela on shore ci si spinge sino al lip dell’onda, chiudendo con facilità anche degli aerial back side degni di nota.
Nei salti la Bash è sempre ben bilanciata ed una volta impostata la manovra si lascia condurre per tutta la rotazione in maniera naturale e senza troppi sforzi. Anche usandola come vela da acqua piatta e vento forte non delude. Il taglio della base ed il boma corto le conferiscono un ottima manovrabilità,unita alla buona velocità che riesce a sprigionare, renderà felici i più smaliziati freeryde, mentre i freestyle più incalliti, la potranno usare senza limitazioni per le loro evoluzioni , anche quelle più radicali.
Consigli per un coretto trim della vela :
Come già in precedenza riportato, per far rendere al meglio la Bash 4.5 09 è opportuno utilizzare l’albero consigliato, lo short 370. Personalmente ho utilizzato il 100%, ma vi garantisco che, anche usando un 65% carbon, sempre short, le prestazioni sono più che ottime. Su questa vela ho provato anche altri alberi di marche diverse. Ho riscontrato che la challenger ha fatto si che le proprie vele possano funzionare anche con alberi di marche diverse: a patto che abbiano la stessa curvatura.
Una volta finito di cazzare il carica basso, montate il boma e regolatelo provvisoriamente, ora cazzate completamente di carica basso fino a che le due stecche sulla penna non si allentano “utilizzate questa configurazione in giornate di vento medio” ora tocca al boma: regolate la bugna cazzandola in modo che la vela non arrivi a toccare il terminale del boma è bene lasciare un pochino di grasso alla vela solo cosi potrà sventare in modo coretto, ma senza esagerare con la tensione
Solo in questo modo le vela potrà twistare liberamente mantenendo sempre il centro velico nella sua posizione ottimale.
Commento by Viking.
Anche il sottoscritto ha avuto modo di provare la Bash 4.5 2009 lo stesso giorno e devo dire che rispetto alle Bash degli anni precedenti, quest'ultima mi ha dato delle sensazioni completamente nuove. Innanzitutto mi è sembrata molto stabile sia in andatura, ma soprattutto in surfata, ove la sensazione di maneggevolezza e fluidità sulle onde è stata quasi totale. Infatti anche se la 4.5 Bash 2009 conferma di essere una ottima vela per condizioni di vento e onda on shore,come del resto tutte quelle della serie, si è rivelata altrettanto valida in condizione off-shore, dove è importante avere una vela che "non strappi" e che mantenga il suo bilanciamento, evitando così di perdere velocità nei bottom turns.
Anche nei salti e nelle rotazioni la vela rimane piuttosto stabile e neutra, consentendo di chiudere le manovre, seppur non completamente, in assoluta sicurezza. L'abbinamento poi con alberi skinny full carbon, meglio ancora se consigliati dalla casa, è, a mio avviso scelta pressochè obbligata per garantire alla vela una eccellente accelerazione in planata, maneggevolezza e prestazioni in linea, anche in acqua piatta.
I materiali, infine, sono, a differenza di quelli degli anni precedenti, decisamente migliorati sia sotto il profilo della qualità e della robustezza, in particolare le cuciture e il mono film, collocando questo tipo di vela tra le migliori del mercato. Unica pecca, la scelta dei colori, il cui abbinamento non mi ha particolarmente entusiasmato, e che poteva essere sicuramente migliorato.
Misure Bash 2009 4.1 - 4.5 - 4.7 - 5.0 - 5.3 - 5.7
Alberi consigliati per BASH, CHALLENGER SHORT+ 100% e NEEDLE+ 100%.
Per tutte le info sui prodotti Challengersails, ciccate sù www.challengersals.com.
Special Tanks: AB Plus Board AL 360 Boma carbon e pinne,windghear mute.
Test boma Carbon AL 360 150/210
Test boma Carbon AL 360 150/210
Pochi giorni di attesa, sempre troppi quando pensi di ricevere un prodotto super, sono stati necessari per avere i miei due boma carbon con progrip personalizzato. Una volta ricevuti, i boma si sono mostrati in tutto il loro splendore, si cari amici, questo è proprio l’aggettivo giusto per definire questo prodotto, che paragonato ad altri boma carbon in circolazione …
Capisco che qualcuno possa storcere il naso dietro questa mia affermazione, ma fino a che non si ha la possibilità di provare un boma “al 360” non ci si rende conto di che prodotto si tratta. Tanto per darvi un idea di quello che vi scrivo, vi invito a visitare il sito della “al360” all’indirizzo: www.al360.it/windsurf, potete verificare personalmente e, se volete, potete contattare Francesco il quale che non esiterà a darvi tutte le spiegazioni ed i chiarimenti che volete.

Dopo aver acquistato ed utilizzato personalmente alcuni boma carbon di differenti aziende, due dei quali con curva classica ed uno con curva ergonomica, mi sono dovuto ricredere sul loro reale valore. Per spiegarvi il boma carbon, al di là della scritta che campeggia sul grip, spesso non funziona e non dura come ci si aspetta da un prodotto che dovrebbe, almeno sulla carta, garantire prestazioni senza compromessi. E non sto parlando solo delle prestazioni dei tubi, ma di tutti gli accessori che lo compongono: terminale, strozza scotte, push pin e per ultimo il pro grip, tutte cose che se non sono state calibrate e studiate alla perfezione, renderanno il prodotto finito bello, ma poco resistente.
Potrei farvi un l’elenco dettagliato dei difetti, con tanto di modifiche che ho dovuto apportare per far si che i boma che ho utilizzato prima continuassero ha funzionare al meglio, ma preferisco non vanificare il lavoro delle aziende che comunque fanno del loro meglio per migliorare i loro prodotti.
AL 360 boma in dettaglio:
Partiamo con i tubi del boma, che sono stati studiati e progettati in modo tale che il boma stesso possa essere il più rigido possibile e nello stesso tempo anche comodo in andatura. Per raggiungere questo obbiettivo, AL 360, ha messo a punto una speciale curvatura ergonomia, che, unita ad una sezione dei tubi ovalizzata, rende questo prodotto unico ed insuperabile.
Questo particolare disegno è stato studiato per far si che i tubi, all’altezza della maniglia, siano ancora più rigidi e favoriscano una presa migliore, specialmente a chi ha le mani piccole, ed a chi ne fa un uso frequente. In effetti, dopo averlo utilizzato per ben tre ore di fila, non ho avvertito il solito affaticamento muscolare agli avambracci, e nemmeno i fastidiosi dolori derivati dai calli delle mani. Il morbido pro grip facilita la presa e attenua, anche se di poco, le micro vibrazioni causate dai tubi in carbonio.
La maniglia è stata costruita con del materiale plastico molto esistente e flessibile, ed è il vero punto di forza di questo boma, solida e dall’aggancio rapido, una volta regolata e stretta, non si muove di un millimetro, nemmeno dopo ore di windsurf, distribuendo in maniera eccellente le forti pressioni che si vengono a creare sull’albero, evitando di conseguenza che l’albero stesso si spezzi in due dopo un salto, od una catapulta involontaria.
Anche il terminale non fa eccezione, rigorosamente in carbonio mono blocco è stato studiato appositamente per essere rigido, funzionale e sicuro. Anche questa parte del boma è stata curata in maniera maniacale, e prima di essere montata sui tubi, viene completamente smerigliata e lucidata e soltanto successivamente vengono applicati i numeri per la regolazione.
I fori dove alloggia il push pin per la chiusura del terminale, sono stati ricavati dallo stesso stampo del terminale,con una tecnica di laminazione del prepreg, a differenza di come avviene per la maggior parte dei boma delle altre marche, che solitamente effettuano i fori per i push pin solo dopo che il terminale esce dallo stampo, creando inevitabilmente una zona dove il carbonio non ha continuità. Di conseguenza se lo si utilizza molto, si rischia prima la delaminazione e poi l’inevitabile rottura del tubo.
Da non sottovalutare anche il fatto che chi fa molto freestyle, spesso deve nastrare il terminale del boma, proprio per il fatto che i tubi sono stati forati dopo, e quindi lasciano spesso nelle mani dei pezzetti di filamento di carbonio” dolorosissimo”. Con il boma AL 360 questo non può accadere, perché il terminale esce dallo stampo già forato.
Impressioni in acqua.
Il boma viene venduto completo di sacca per proteggerlo dagli urti e dai raggi del sole, una rarità. Una volta entrati in acqua, si ha subito un feeling più diretto con tutta l’attrezzatura. Il corpo in andatura assume una posizione più eretta rispetto ai boma con una curvatura classica. Le braccia sono più dritte e si affaticano meno, tutto sembra più naturale. Anche la forza che solitamente si deve esercitare sulle mani per tenere il boma è dimezzata, questo grazie alla sezione da 28, ed ai tubi ovalizzati.
Nelle manovre freestyle la sensazione di avere il boma più vicino al corpo, favorisce i più bravi ed aiuta chi prova per le prime volte le manovre freestyle. Mentre si naviga, si sente che il boma è rigido e ben saldo all’albero, ogni variazione di vento viene trasforma in energia sulla vela. Questa sensazione si avverte specialmente con vento leggero e vele di media grandezza tipo 5.9/6.3, dove la rigidità del boma spesso si rivela un’arma vincente per planare in fretta e chiudere più velocemente le manovre.
In condizioni di vento forte, grazie alla totale assenza di torsione e flessione, il boma al 360 carbon trasforma ogni raffica in energia planante, garantendo il massimo del divertimento. Concludo questo mio test consigliando questo boma a chi cerca il massimo in fatto di prestazioni,confort,e prezzo!! Con la garanzia di aver acquistato un prodotto che dura nel tempo e dalle caratteristiche tecniche senza paragoni.
Roberto Da Costa
La scuola di WIndsurf a Trevignano Romano vicino a Roma e Viterbo - Corsi di Windsurf Noleggio Rimessaggio a 30 Minuti da Roma www.sch2o.it
La rivista sul Windsurf www.mulotv.com
Foto e Video di Windsurf www.wsaction.com
PROVA TAVOLE THOMMEN1 RS 67 e 84

Premetto che fare un test non è mai cosa facile, come giustamente scritto dal mio caro amico Roby “Brazil” Da Costa, e si corre anche il rischio di dare informazioni sbagliate in quanto le valutazioni non possono che essere molto personali; è chiaro quindi che quanto scrivo è frutto della mia piccola esperienza di anziano (!!) regatante, direi poco più che amatoriale, e non pretendo di dare consigli a nessuno, né tantomeno di paragonare tavole dei vari “brands”, soprattutto nell’ambito della categoria delle tavole slalom, la quale di per se è già molto competitiva ed agguerrita.
Iniziamo col dire come le tavole T1 RS 67 e 84 mi sono state consegnate direttamente dall’importatore Thommen1 per l’Italia, il gentile e preparatissimo Andrea Bargi, e che tali tavole, come del resto tutta la nuova produzione Thommen, benché annunciate per il 2008 in realtà sono andate in produzione in ritardo a causa della proverbiale maniacalità per i particolari dello shaper/owner Peter Thommen (chi bazzica il windsurf da almeno 20 anni capisce di chi stò parlando…per gli altri basti dire che se l’accoppiata F2/Dunkerbeck ,insieme o separati, hanno vinto tanto nei passati 15 anni lo devono proprio a questo signore ora Maui resident); pertanto questa che vi presento è la produzione slalom per il 2009.
A TERRA
Grafica molto sobria e carbonio a vista per il logo T1 davanti ai pads posteriori e per le scritte Thommen sui rails…
Le tavole vengono vendute con relative sacche super imbottite e strarifinite, ottime pinne da slalom in G10 (Kai Hopf design), che non devono essere sostituite, e footstraps di prim’ordine; ciò, unito alla costruzione full carbon di cui sotto, determina chiaramente un prezzo di poco superiore agli slalom delle altre case, i quali però necessitano poi dell’acquisto separato di sacca (almeno 70/80 € se buona) e di pinna race seria (nella migliore delle ipotesi altri 250€ vedi Deboichet)…
CARATTERISTICHE
“No bullshit” direbbero gli americani… cioè niente technora o altre diavolerie e schifezze varie che si sentono in giro; le tavole sono 100% carbonio anzi CarboX…in più sono ricoperte di una pellicola chiamata “Revo Skin” che unitamente alle “T stringers”. ovvero stringhe di carbonio sapientemente posizionate nei punti giusti, irrigidiscono ulteriormente la struttura…..ovvero le tavole, grazie al tipo di costruzione composita figlia di un ingegnere guarda caso tricolore, oltre ad essere belle e leggere resistono alla maggior parte delle botte causate dal boma e/o dall’albero; una garanzia di durata in più oltre a quella annuale del costruttore.
Altra innovativa ed esclusiva caratteristica delle T1 riguarda la valvola di pressione interna della tavola…è automatica…cioè non bisogna svitare né avvitare nulla, c’è una membrana interna che fà tutto da sola… Vi assicuro che funziona visto che le tavole le ho portate ad agosto con me a Rodi in aereo e senza che succedesse nulla; per cui scordatevi incidenti e danni dovuti a valvole dimenticate aperte prima di entrate in acqua o, molto peggio, dimenticate chiuse in aereo.
Veniamo ora alla cosa più importante…LA CARENA:
questa e' a V verso prua per poi, gradualmente, a centro tavola, iniziare ad essere concava e diventare biconcava nella zona al di sotto delle straps; finisce poi di nuovo a V in prossimità dei famigerati scalini (onnipresenti sugli slalom) che rendono la poppa più manovriera in strambata lasciando nello stesso tempo maggiore appoggio alla tavola ed un migliore deflusso dell’acqua in andatura.
Tutto ciò permette velocità elevatissime e massimo confort in strambata quando bisogna cercare di aggredire la boa senza lasciare spazio all’interno.
Come preannunciato le tavole da me scelte per le regate slalom dell’anno in corso (se ne possono registrare solo 2 oltre a 4 vele) sono il modello RS 67 (111 litri, lunghezza 239 cm, larghezza 67,5 cm, pinna da 38 cm per vele dalla 6 alla 8 mq.) e il modello RS 84 (133 litri, lunghezza 239, larghezza 84,5 cm, pinna da 48 cm per vele dalla 8
alla 10 mq.)
IN ACQUA
Cosa dire……io sono entusiasta…….con l’RS 67 ho guadagnato puliti puliti almeno 2 nodi di velocità in più sul GPS rispetto alla tavola omologa che utilizzavo prima, e ciò solo dopo poche uscite di prova…..per cui……
Sgombriamo quindi subito il campo da dubbi; queste tavole non sono per un uso freeride (per questo, per gli interessati, ci sono i Cross X o Fast X sempre T1), bensì sono dei veri slalom di razza….basta sfilarli dalle bellissime sacche per capire di avere a che fare con dei veri purosangue…non per nulla sono stati sviluppati insieme al “Capo”, al secolo Bjoern Dunkerbeck…pesano poco e l’outline compatto, quasi morbido ed estremamente armonico tradisce una sensazione di facilità che inganna; basta mettere per la prima volta piede su una delle tavole per capire che il gioco è duro, molto duro, direi quasi serio se non fosse che il nostro è lo sport più bello e divertente del mondo.
La partenza, soprattutto del 67, è bruciante e, in caso di vento limite bastano due pompate e la tavola entra subito in planata quasi sorprendendo il surfer; io le ho provate con venti dai 14 ai 25 nodi a Rodi (Meltemi docet) con acqua piatta o con chop e le mie sensazioni sono sempre state le stesse: velocità altissime verso limiti che non credo di essere riuscito a raggiungere dato il mio livello.
Al traverso sono dei missili e si controllano benissimo con alti standard di confort, al lasco sono mostruose e mostrano tutta la loro tecnicità e fisicità……devo dire che spesso mi sono anche spaventato soprattutto sovrainvelato (me lo leverò mai stò vizio???....), con molto vento e chop paventando catapulte che invece non sono arrivate; le tavole, soprattutto il 67 chiaramente, sono incollate all’acqua e raramente, solo a causa di mie esitazioni in conduzione, si sono imbizzarrite avendo delle pinne notevolissime che funzionano in maniera fantastica (spin out dimenticati del tutto).
Per ciò che riguarda la bolina, andatura di certo non gradita dagli slalom, non ho mai avuto problemi e mi sono sembrate tavole ottime e più che adeguate al compito richiesto, mentre ho notato una buonissima predisposizione a passare eventuali buchi di vento e ciò, chiaramente, in misura maggiore nell’RS84.
In strambata necessitano di una conduzione precisa e pulita, e basta una corretta pressione sul punto giusto del bordo per ottenere il raggio di strambata desiderato uscendo dalla manovra alla medesima velocità d’entrata; lo stesso dicasi per la virata, certo inutile su tali tavole, ma che comunque è risultata facile e veloce…
In definitiva mi sono fatto l’idea di slalom purissimi, senza compromessi, eccezionalmente veloci ed entusiasmanti…..assolutamente da consigliare a tutti quei surfers a cui piace correre sull’acqua ma che nello stesso tempo amano utilizzare un prodotto estremamente tecnico ed all’avanguardia.
Direi pertanto che è stato fatto veramente un ottimo lavoro e non vedo l’ora di provare le tavole alle prossime regate.
A presto.
Cristiano “Cricco” Siringo - ITA512
P.S.: Se mi incontrate in giro non fatevi scrupoli e scroccatemi un paio di bordi….sarà mio piacere farvi provare le Thommen1.
ALTRE MISURE DISPONIBILI (oltre quelle testate):
RS 54 241,5 x 54,5 83 lt pinna 30 cm vele – di 6,5 mq
RS 59 241,5 x 58,5 93 lt pinna 32 cm vele – di 7,2 mq
RS 74 239 x 73,5 123 lt pinna 44 cm vele da 7 a 9,5 mq
Per info sui prodotti 2009 visitate il sito www.thommen1.com, oppure contattate l’importatore italiano Andrea Bargi al cell. 338.1457462.
Per praticare windsurf a Trevignano, Roma o nel Lazio segui l'onda attraverso i nostri portali
LA RIVISTA: www.mulotv.com - Scrivi i tuoi articoli sul windsurf non solo su Roma - Noi li pubblichiamo - Unisciti ad Andrea Nesi, Federico (detto Fedenex), Roberto Da Costa, Cris, Agnese e tanti altri.
FOTO E VIDEO: www.wsaction.com - Oltre 4000 tra foto e video - invia anche i tuoi contenuti o diventa ws reporter
LA SCUOLA: www.sch2o.it se vivi a Roma o vicino Roma o comunque nel Lazio e pratichi il windsurf o vuoi imparare presso una scuola, clicca sul sito della nostra scuola
Vi Racconto una storia e vi dirò perchè fare il corso di windsurf!
Molto di più su www.wsaction.com. Vivo trevignano romano su lago di bracciano da 15 anni. Ci sono arrivato direttamente dall’arcipelago delle filippine per stare con mia madre. Fuori dalla finestra di casa mia sulla collina, molto spesso vedevo delle vele sfrecciare avanti ed indietro lasciando scie di schiuma bianca sulla superficie dell’acqua.
Questa visione mi ha subito affascinato e da quel giorno ho deciso di impare il Windsurf!
Molto di più su www.wsaction.com
Bene la prima volta sono salito sulla tavola, lungo 4 metri e stretto 50 cm ., con una vela di forma triangolare, è stato penoso! Ho provato per quattro ore a tirare su la vela e tentando di rimanere in equilibrio sulla tavola, senza avere successo. Dopo una settiman a sono riuscito a malapena in grado di sostenere l’andatura al lasco ma per ritornare dovevo arenare in spiaggia a 200 metri più giu verso sottovento! Questo significa che dovevo tornare a piedi con l’attrezzatura che pesa un quintale dal punto di partenza! Ma chi me lo fa fare? Però qualcosa mi dice che dovevo continuare… E così dopo un po di mesi ero in grado di planare!
Molto di più su www.wsaction.com
La mia prima planata era stata talmente emozionante che ho fatto un bordo lunghissimo., ma per ritornare al punto di partenza ho dovuto attraccare alla spiaggia più vicina, lasciare l’attrezzatura, attraversare la strada e fare l’autostop in costume da bagno, altrimenti me la devo fare a piede per 3 kilometri!! Dopo questa esperienza ho capito che non mi fermerà più nessuno!!
Molto di più su www.wsaction.com
Il windsurf mi ha dato molti soddisfazione, mi ha fatto conoscere tanti persone ed avere degli amici! Ho avuto modo di viaggiare molto e di vedere tanti posti, spiagge, mari, laghi e fiumi. Il windsurf regala emozioni forti., sensazioni uniche come avere in mano la potenza del vento e volare sopra l’acqua! Vorrei che tante persone provassero queste cose.
Molto di più su www.wsaction.com
Imparare il windsurf nel minor tempo possibile per divertire al massimo ora è possibile con le nuove attrezzature e nuove tecniche di insegnamento! Con 5 ore di lezione potrai imparare a partire, sostenere le varie andature, virare, strambare e ritornare dal punto di partenza! Con altre 5 ore di corso potrai imparare la partenza dalla spiaggia, usare il trapezio e magari con un po’ di spinta di eolo anche PLANARE!!!
CRIS DAOS
Molto di più su
INDIRIZZI UTILI
http://www.sito.ms/sites.php
http://www.mymoonhost.com
Test K onda 5.3/ 2008 By Roberto Da Costa
Qualche cenno storico sulla vela è d’obbligo prima di proporvi il test 2008
www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow, promoter, konda, blite, bash

l’anno 2005, e stato per la veleria di Senigallia l’anno del mono film X ply specchiato, ma questo è solo l’inizio di una lunga serie di cambiamenti che vedranno, col tempo cambiare e migliorare la wave di punta della Challengersails.
Dopo anni di mono film trasparente, arricchito da ferzi più o meno colorati, alla challenger era giunta l’ora di dare un cambio netto alla produzione.
La continua ricerca e lo sviluppo dei materiali, ha spinto Claudio Badiali, sail designer challenger ,a sperimentare un nuovo tipo di mono film x ply, per dare al prodotto finito un look e una resistenza superiore.
L’ idea era buona e la vela aveva un look veramente azzeccato, fu li che nacque la mia collaborazione con la challenger, che continua ancora oggi con ottimi risultati.
Foto 01
www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow, promoter, konda, blite, bash

L’anno dopo in vacanza ebbi la possibilità di provare i prototipi della linea 2006 , che Cesare Cantagalli stava testando, pochi bordi, e capii che la vela era stata cambiata radicalmente, tornato a riva chiesi a Cesare Cantagalli se la vela era stata tagliata male, visto che le stecche non toccavano più sull’albero ma si fermavano poco prima, Cesare mi guardò e mi disse:”stiamo studiando un nuovo sistema di stecche per i modelli wave e Freeryde, questo sistema migliora la rotazione delle stecche e rende la vela più stabile e meno faticosa sulle braccia”… era nato il sistema FBS.
Foto 2
www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow, promoter, konda, blite, bash

Nel 2007 le vele venivano riviste e migliorate nei materiali, l’X ply trasparente lasciava il posto ad un nuovo e più morbido, X ply bianco con filamenti argentati, le stecche venivano rese più morbide in punta, per favorire ancora di più la gia eccellente rotazione delle stecche, e dare alla vela un po’ più di tiro specialmente con vento al limite.
La grande C che nei modelli 2006 era stata integrata nella struttura della vela stessa, veniva spostata e posizionata in modo esteticamente più gradevole.
Foto3
www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow, promoter, konda, blite, bash

Giunti al 2008, la veleria challenger ha nuovamente rivisto e corretto la sua vela di punta per la disciplina wave, il progetto della k onda rimane sempre lo stesso,una vela solida, super bilanciata e da prezzo competitivo.
Dal punto di vista grafico la K onda 2008 a subito grossi cambiamenti, tutti mirati a migliorare l’aspetto estetico,e non solo.
www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow, promoter, konda, blite, bash

In dettaglio.
Con il nuovo anno la challengersails , ha anche cambiato la sede di produzione delle sue vele, che rimane come per la precedente in Cina, dove si producono la maggioranza delle vele che finiscono nelle nostre mani.
Il modello 08 porta in eredità molte delle caratteristiche che hanno fatto la fortuna dei modelli precedenti.
Ma come per le stagioni precedenti Claudio badiali velaio della Challengersails, ha fatto i doverosi cambiamenti alla nuova K onda, migliorando la tasca d’albero, sia nella curva che nel materiale, che ora e più robusto e resistente alle abrasioni causate anche dall’asfalto, rivisto anche il giro d’albero, con il modello 08 è possibile raggiungere il giusto trim della vela con meno fatica e con più precisione; di conseguenza sono state ritoccate anche le stecche, ora meno flessibili in punta,nuovi i tendi stecca e nuovi rinforzi in base ,bugna e top, nuova anche la regolazione del top stesso che nei modelli delle serie precedenti non permetteva un trim ottimale.
www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow, promoter, konda, blite, bash

Il nuovo ,mono film X ply, e ora disponibile in due varianti di colore, rosso e blu.
Anche le parti soggette a sfregamento sono state rinforzate, e nei punti di maggior contatto tipo il grip della tavola sono stati inseriti dei profili gommati cuciti direttamente sulla vela,cambiata anche la parte in gomma della base, ora più spessa e morbida.
Rimangono anche per questa stagione,il comodo paracolpi di base costruito in thermoform, dove al suo interno trova posto una comoda tasca per riporre pezzi di scotta e chiave per tendere le stecche.
Prova in acqua.
Come detto precedentemente uso questa vela sia in condizioni wave con vento side che on shore, e anche in tutte le mie uscita freestyle,armata con l’albero consigliato il modello 400 Needle plus 100% carbon la vela e facile da trimare, la vela se correttamente armata non presenta nessuna piega, come regola base, e bene sapere che per tutta la serie partendo dal 2006, fino all’attuale mod 08, le K onda vanno cazzate di carica basso fino a che la seconda stecca partendo dalla penna non si allenti.
www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow, promoter, konda, blite, bash

Poi si può passare alla tensione della bugna, che di norma non deve mai essere troppo positiva, basterà tenderla fino a che premendo sulla parte dove si trova il rinforzo”quello dove si trovano i due occhielli” non tocchi il boma dalla parte opposta.
All’ aumentare del vento dovrete tendere la vela ripartendo dal carica basso e poi rifare il tutto come descritto sopra, lievi tensioni di bugna sono tollerate ma bastano pochi centimetri di troppo per rendere la vela moto nervosa.
Provata in vari spot la k onda 08,da il massimo il condizioni di vento side , non importa quanto sia grande l’onda e forte il vento, la dinamica del twist lavora talmente bene, che potete dimenticarvi della vela ,e concentrarvi solo sul bottom , sulle onde la grande e comoda finestra in mono film x ply trasparente permette sempre di tenere sotto controllo l’onda, senza inutili spostamenti del corpo.
L’equilibrio generale della K onda permette di tirare bottom, veloci e controllati, nei salti il moderato tiro della vela, permette con poca fatica di saltare alto e di controllare al meglio tutta la fase aerea senza troppi sbilanciamenti e correzioni, usata come vela freestyle permette grazie al taglio della base e al boma corto di fare tutte le manovre in maniera veloce e fluida.
www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow, promoter, konda, blite, bash
La K onda 2008 In condizioni On shore si disimpegna bene e rimane nella media delle vele side di qualità, permettendo sempre ottime surfate.
In alternativa per i surfer che prediligono il tiro sulla vela wave, la veleria Challenger ha in catalogo la Bash, vela puramente On Shore voluta da Cesare Cantagalli, e indirizzata ad un pubblico che preferisce una vela più potente.
www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow, promoter, konda, blite, bash
IMPRESSIONI E COMMENTI SULLA VELA.
VIKINGO: nel 2001 ho già avuto una vela Challenger e proprio della metratura presa in esame dal mio amico Da Costa e debbo dire che mi ha regalato parecchie soddisfazioni, l’unica pecca forse era la scarsa qualità dei materiali non molto resistenti. Da qualche mese ho acquistato una Vela CHALLENGER K ONDA 5.3 2008, e ciò che mi ha subito colpito è stata la qualità e robustezza dei materiali, notevolmente migliorati rispetto agli anni passati. In acqua la sensazione è che la vela si comporta molto bene sia in condizioni di vento side-off shore che di vento side-on shore, essendo potente, ma non troppo, e bilanciata allo stesso tempo. Nell’onda la vela mi è risultata leggera, decisamente fluida
e veloce, e permette anche al surfer non troppo esperto di piazzare bottom radicali e cut back rapidi.
Il bilanciamento poi, è tale che pur cazzando sufficientemente la vela, la si riesce a gestire anche in condizioni di soprainvelatura e di vento rafficato. Ovviamente le performance migliori, la stessa le fornisce in condizioni puramente wave, un utilizzo diverso non ne giustificherebbe l’acquisto .
Insomma posso dire che la Challenger con la K Onda 5.3 2008, anche per buon il rapporto qualità prezzo,si colloca ora tra i maggiori produttori di vele da Windsurf .
www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow, promoter, konda, blite, bash
Lazio Connetion - SPOT DI CAMPO DI MARE - Articolo e foto di Roberto Da costa
Proseguiamo il nostro viaggio Alla scoperta degli spot dell’ Lazio.
Questa volta tocca a uno spot molto conosciuto dalle nostre parti e che negli ultimi tempi sembra anche l’unico posto, che nei mesi di Giugno, Luglio e Agosto regala ottime giornata di ponente che qui a differenza di Santa Severa ,arriva un po’ più da mare ,ma sempre con una direzione più che buona per la pratica del nostro sport.
www.wsaction.com oberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow
Lo spot si trova a 30 minuti di macchina da Roma ed è proprio la vicinanza alla capitale a rendere lo spot cosi popolare.
Se poi aggiungete che, anche nel periodo estivo e nei fine settimana il posto per parcheggiare non manca,capirete perchè chi si trova a Nord o a Sud della capitale preferisce Campo Di Mare ad altri spot.
www.wsaction.com oberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow
Lo spot lavora con perturbazioni da Nord Ovest e venti da Sud est creando con questo ultimo anche condizioni d’onda buona per saltare e surfare.
Lo spot non presenta particolari pericoli grazie alla totale assenza di scogli e alla lunga spiaggia, non si rischia quasi mai di rompere l’attrezzatura, solo in caso di vento da SW praticamente dritto da mare, si può rischiare di rompere sicuramente albero vela e pure il naso.
Ma la condizione migliore è quella che si verifica nel periodo compreso tra aprile e settembre, quando nelle ore pomeridiane comincia a soffiare il vento termico che in questa località arriva da W leggermente da mare per poi ruotare nelle ore più calde sempre più,con intensità che varia da 10 -12 nodi nei giorni meno ventosi.
www.wsaction.com oberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow
Ma che nelle giornate più ventose può arrivare a soffiare fino a15-18 nodi e oltre, creando delle belle condizioni per fare freeryde, con queste condizioni si crea un’onda sotto riva, buona per staccare salti e provare le prime manovre di freestyle.
Con il passare delle ore, il vento tende a ruotare più a nord, dando modo ai più bravi di accennare piccole surfatine.
Il tutto senza correre alcun pericolo e con la comodità di stare a pochi minuti da Roma e di armare sul prato bello verde e pure regolarmente tagliato.
www.wsaction.com oberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow
Campo Di Mare è frequentato anche da Prò, in primis il local Maurizio gallo conosciuto da tutti come “Ciccio”, un veterano del nostro sport che della sua passione ne ha fatto anche un lavoro .E,suo il surf shop vicino allo spot ed è suo anche lo stabilimento Ocean Surf, con annessa scuola di windsurf e di kite curata direttamente da Niccolò Violati uno che di windsurf ne ha masticato e ne mastica parecchio, quelli più antichi come me ricorderanno bene il team Italia .
www.wsaction.com oberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow
Se poi non vi bastassero questi due pilastri de surf Laziale, che ne dite di un certo Andrea Rosati praticamente un fenomeno sia in freestyle che in wave, il bravo Andrea quando viene a surfare a Campo lascia tutti a bocca aperta, per la miriade di manovre che fa in acqua con uno stile pazzesco .
Molto attiva e anche la comunità dei surfisti di Campo Di Mare, sia in acqua che fuori , a fine giornata non mancheranno i soliti commenti sul forum del sito più cliccato, www.wsaction.com che ad ogni uscita pubblica le foto più significative della giornata, appena trascorsa in acqua.
Sempre sullo stesso sito si possono controllare in tempo reale molte centraline, poste un po’ su tutto il litorale Laziale e non manca l’utile sezione meteo, dove è possibile controllare le previsioni per tempo ,cosi potete decidere lo spot migliore dove andare a surfare.
www.wsaction.com oberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow
Da segnalare anche, l’aggiornatissima sezione dedicata ai test dei materiali, curata dagli atleti e dai promoter delle aziende del settore, sottoscritto compreso.
Il tutto curato in maniera maniacale, da Stefano e Eugenio i responsabili del sito e dai loro collaboratori che si occupano della parte fotografica.
Da segnalare le tante iniziative, organizzate per promuovere la pratica del nostro sport ,con la seconda edizione del test day con data e località da definire, rimanete sintonizzati sul sito per tutte le info.
www.wsaction.com oberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow
Ma torniamo al nostro spot, per raggiungere Campo Di mare dovrete percorrere la Statale Aurelia o in alternativa l’Autostrada Roma Civitavecchia,per poi uscire proprio a Cerveteri ,una volta usciti dall’ autostrada proseguite in direzione C di Mare,arrivati al semaforo che incrocia la via Aurelia svoltate a destra per Cerenova percorrete circa un chilometro e troverete l’indicazione per il mare.
Una volta entrati nel paese dovrete superare il cavalcavia della stazione ,percorrete ancora poche centinaia di metri è vi troverete sul viale che vi porterà sul praticello dello spot. .
www.wsaction.com oberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow
Lo spot è sempre molto affollato specialmente se il vento è bello deciso e nei fine settimana, proprio in queste giornate cercate di prestare la massima attenzione ai bagnanti.
Due consigli per surfare in totale sicurezza: cercate di utilizzare il corridoio d’uscita , non venite troppo sotto riva a fare le manovre, potreste incappare in brutte sorprese da parte della Capitaneria di Porto che qui è molto severa con chi non rispetta le regole, evitate di darvi alla fuga in mare, ho fatto come ha fatto il simpatico “lecca lecca” , che non avendo altro da fare, prima ha pensato bene di distribuire simpatici “elogi” ai ragazzi della Capitaneria, per poi mimetizzarsi da marmitta, e buttarsi con tutto il trapezio sotto la machina di Luca, mentre le forze dell’ordine lo cercavano da tutte le parti cassonetti della spazzatura compresi.
www.wsaction.com oberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow
Per la cronaca tutti quelli che erano in acqua sono dovuti uscire e attendere che la Capitaneria tornasse alla base, in conclusione due ore di no surfing non sono di certo gradite e fanno girare le sfere a chi surfa solo il sabato e la domenica, perciò cercate di rispettare le regole.
Il secondo consiglio è di utilizzare le spiagge che si trovano alle estremità dello spot, sarà meno comodo ma non sarete oggetto delle amorevoli cure della Capitaneria.
www.wsaction.com oberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow
Prestate attenzione anche ai cugini kite che sono in molti e pure poco pratici, che con le loro ripetute invasioni nella zona windsurf avvolte creano seri problemi di precedenza.
Per il post surfata avrete l’imbarazzo della scelta, fra pizzeria gelateria e pasticceria, potete recuperare le energie perse dopo una giornata di windsurf .
Se poi avete la fidanzata che non fa windsurf potete scegliere uno dei tanti stabilimenti che sono presenti sul litorale, e che sono tutti attrezzati con tanto di zona bimbi e ristorante, dimenticavo…. per quanto riguarda la vostra fidanzata potete stare tranquilli che una volta parcheggiata sotto l’ombrellone passerà una tranquilla giornata di relax .
www.wsaction.com oberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow
Campo di Mare consigli per l’uso :
Spot facile e privo di pericoli
Massiccia presenza di kite specialmente nei fine settimana.
Stabilimenti con bar e ristorante.
Capitaneria molto attiva.
Presenza di surf shop in prossimità dello spot
Parcheggio libero e molto grande .
Presenza di molti Prò .
www.wsaction.com oberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, bic surf, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna di valle, spot, fuerteventura, capoverde, jason polakow
Un saluto da vostro inviato Italo Brasiliano e al prossimo spot report.
CAVALLUCCIO - Lazio connection by Roberto Da Costa
L’idea di cominciare a parlare degli spot della mia regione mi è venuta un pizzeria ,proprio cosi mentre insieme al buon Vikingo e simpatico trivella notavamo proprio la mancanza su Wind News di qualcuno che dava indicazioni su i tanti spot del Lazio,
Detto fatto dopo la pizza , mando subito un e mail alla redazione di Wind New convinto che mai e poi mai mi avrebbero risposto.
www.wsaction.com oberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, dao, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna fi valle
Dopo due e mail a vuoto ho ricevuto una e mail proprio da Smink che mi diceva di essere interessato a pubblicare articoli, e foto che riguardassero gli spot del Lazio.
Mi sembra giusto ringraziarlo per la disponibilità che da, a me, e a tutti quei ragazzi che parlano della loro regione e contribuiscono nel loro piccolo a fare crescere questo favoloso sport.
Robertino Da Costa impegnato nel prossimo spot report.
www.wsaction.com oberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, dao, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna fi valle
Questo mese vi parlerò di uno spot che lavora solamente nel periodo invernale e con condizioni di vento da Est , e più raramente con venti da Wnw , nel periodo invernale il vento da Est può soffiare anche molto forte in questo spot, offrendo condizioni perfette per saltare mure a sinistra e creando onde belle verticali di un paio di metri, perfette per provare salti e rotazioni di ogni genere .
Lo spot del Cavalluccio e lo spot più esposto di tutta la costa nord, ed è il punto insieme a Banzai dove le onde entrano prima.
www.wsaction.com oberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, dao, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna fi valle
Bastano pochi nodi da Est e il gioco è fatto il cavalluccio si trasforma in una macchina per saltare. Lo spot prende il nome dall’ albergo che si trova proprio sullo spot,
per raggiungerlo potete scegliere di percorrere sia l’autostrada più rapida o l’Aurelia. Personalmente vi consiglio la prima, opzione vi costerà il biglietto autostradale di poco superiore a quattro euro per l’andata e il ritorno, ma vi eviterà di sicuro perdite di tempo prezioso specialmente
negli orari di punta dove è facile incontrare lunge file causate da semafori, e rivelatori di velocità con tanto di controllo della velocità in tempo reale.
www.wsaction.com oberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, dao, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna fi valle
L’autostrada, da percorrere è la Roma Civita Vecchia, bisogna uscire a Civita Vecchia Sud e prendere la statale Aurelia direzione Santa Marinella per poi deviare sul Lungomare G. Marconi percorsi circa 600 metri vi troverete sullo spot facilmente riconoscibile dalla presenza dell’albergo ristorante il cavalluccio marino.
www.wsaction.com oberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, dao, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna fi valle
Una volta arrivati dovete per prima cosa cercare un posto per parcheggiare e armare l’atrezzatura ,visto che l’ingresso dello spot e praticamente sulla strada, evitate se potete di utilizare il parcheggio del ristorante ,pena rogne da parte del proprietario che non esiterà a chiamare i vigili urbani della vicina stazione di Santa Marinella in alternativa ,potete armare direttamente sulla passeggiata che si trova poco dopo l’entrata, dello spot .
www.wsaction.com oberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, dao, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna fi valle
Per entrare in acqua dovrete percorrere lo stretto vialetto che divide la strada dalla piccola spiaggia ricoperta da sassi ,una volta entrati in acqua prestate attenzione al fondale, basso e roccioso vi basterà percorrere qualche metro e non ci saranno più problemi per la vostra pinna .
È proprio grazie al fondale roccioso che si formano delle belle rampe mure a sinistra che nei giorni di vento forte possono superare i due metri abbondanti regalando condizioni praticamente perfette per chiudere push loop e back loop come dimostra il buon Vikingo al secolo Alessandro raga .
back loop vikingo
Lo spot del Cavalluccio non presenta grossi pericoli , la totale assenza di corrente e di shore break permettono di partire dalla spiaggia e di risalire bene di bolina permettendo a fine serfata di recuperare l’acqua persa .
L’unico pericolo è rappresentato dalla fila di scogli artificiali che proteggono il piccolo rimessaggio, e dalle palafitte che sorgono sotto vento alla piccola spiaggia da dove si esce.
In caso abbiate bisogno di un rientro d’emergenza ,potete utilizzare il canale d’ingresso del circolo che rimane sempre aperto .
www.wsaction.com oberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard, dao, banzai, windsurf roma, cavalluccio, punta centrale, talamone, golfetto, vigna fi valle
BANZAI SPOT WAVE - A cura di Roberto Da Costa
Questo articolo mi è venuto in mente leggendo wind news di febbraio ,dove compare un piccolo articolo di Banzai .
www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard
E visto che pochi giorni prima ero proprio stato li a prendere una bella mareggiata da NW, quale migliore occasione? Cosi mi sono messo all’ opera per darvi delle info sullo spot .
www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard
Banzai 13/02/07 la previsione dava vento di maestrale forte per l’intera giornata ,
già dalle prime ore del mattino il vento era bello forte e anche la direzione sembrava proprio azzeccata , alle 10.30 mi chiama il mio compagno di avventure surfistiche, il buon Vikingo il quale mi avvisa che a Banzai ci sono già vele in acqua e che anche lui si sarebbe diretto li nel primo pomeriggio. www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard
Cerco di organizzarmi per la solita fuga dal lavoro, alle ore 12.30 curiosamente vengo colpito da una leggera forma influenzale, seguita nell’ordine: da nausea, giramenti di vario genere e lingua falpata, sintomi inconfondibili di un gravissimo attacco di babbano serfistico.
Arrivando a Banzai scoprirò che questa strana malattia colpisce parecchi surfisti Laziali c’è da sommettere che anche nelle altre regioni d’Italia la malattia è molto diffusa. www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard
BANZAI SPOT WAVE PER ESPERTI
Banzai è un ottimo spot wave che lavora con vento di maestrale e con vento da ESE , con il NW si creano onde lunghe e molto veloci dove si possono fare diversi bottom e aerial, l’onda non è delle più facili da surfare, bisogna conoscere bene lo spot e calcolare bene i tempi di entrata sull’onda ,
per non rischiare rovinose frullate. www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard
E’ facile sottovalutare la reale grandezza delle onde, quella che dalla spiaggia può sembrare un onda di un metro bella lisca ed invitante, in acqua supererà i due metri abbondanti, aggiungeteci pure che con il NW l’entrata e l’uscita non sono delle più facili, si rischia di tornare a casa con qualche pezzo di tavola o vela in meno. www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard quindi vi consiglio prima di entrare in acqua di guardare i local che conoscono lo spot alla perfezione , comunque, una volta superati i primi frangenti, troverete pane per i vostri denti, ma ricordatevi di tenere un buon angolo di bolina nel risalire il vento, cosi da trovarvi pronti a cavalcare le fantastiche onde che Banzai regala nelle giornate di Maestrale. www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard
Discorso completamente diverso con vento da ESE che qui arriva side mure a sinistra forma onde lunge che si srotolano direttamente dentro la baia sotto vento al piccolo pontile creando un onda lunga e facile da surfare, con l’ESE l’onda mantiene tutte le caratteristiche ma è meno veloce come l’onda di maestrale , anche se non siete dei veri capi riuscirete sicuramente a divertirvi senza rischiare troppo, la cosa peggiore che vi possa capitare è quella di farvi una lunga passeggiata sopra i sassi .
www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard
Come arrivare a Banzai .
La strada più veloce è la Roma Civitavecchia l’uscita consigliata e quella di Santa Severa, una volta usciti dall’ autostrada incrocerete la statale Aurelia, svoltate a destra e seguite le indicazioni per Santa Marinella , dopo circa 900 metri passerete il cavalcavia dello scolo d’acqua che si trova proprio dietro Banzai, prestate molta attenzione perché l’ingresso dello spot è piccolo e poco visibile, come riferimento posso indicarvi una colonnina rivestita da adesivi, è l’unico che mi viene in mente . www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard
Banzai in pillole
Il parcheggio è grande e libero, praticamente chi primo arriva meglio alloggia .
Il fondale è pieno di rocce appuntite .
L’entrata e l’uscita sono poco facili.
Ricordatevi che questo è uno spot per surfisti da onda, quindi cercate di rispettare le precedenze.
www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard
Ringrazio il capo redattore di wind news per avermi concesso questo spazio e ringrazio i miei sponsor il Buon Claudio della veleria Challenger sails e Mario della Drops Board e tutti i loro collaboratori. www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing, challenger sails, roma, Cris, banzai, sant agostino, la punta, paesello, lazio, naish, jp, neil pride, starboard
LO SPOT DI SANTA SEVERA - www.wsaction.com
Cari lettori, da questo mese il sottoscritto Roberto Da Costa ed i suoi fidati amici cercheranno di guidarvi ed illustrarvi i vari spot del litorale Laziale . www.wsaction.com - Roberto Da Costa - Andrea Nesi - Fedenex - Cris - windsurf – Roma – challenger sails - AB+.
Direi di cominciare con uno spot poco frequentato, Santa Severa, spesso non conosciuto alla comunità dei windsurfisti romani, proprio qui mi sono innamorato di questo sport ed è qui che ho conosciuto la maggioranza dei miei amici windsurfisti. www.wsaction.com - Roberto Da Costa - Andrea Nesi - Fedenex - Cris - windsurf – Roma – challenger sails - AB+.
Santa Severa è più conosciuta ai romani come residenza dei nostri Presidenti della Repubblica, piuttosto che per la pratica del windsurf, impraticabile nel mese di agosto, in special modo il sabato e la domenica, malgrado ciò questo spot sa regalare ottime giornate di vento termico da maggio a settembre . www.wsaction.com - Roberto Da Costa - Andrea Nesi - Fedenex - Cris - windsurf – Roma – challenger sails - AB+.
Lo spot è facile da raggiungere, basta prendere l’autostrada Roma Civitavecchia ed uscire direttamente a Santa Severa, superata la Statale Aurelia si entra direttamente sullo spot, dove prima di tutto bisogna trovare il parcheggio, cosa molto semplice nei giorni lavorativi e nei mesi di maggio, giugno e metà luglio, cosa impossibile il sabato e la domenica da metà luglio a settembre compresi, causa bagnanti super agguerriti. www.wsaction.com - Roberto Da Costa - Andrea Nesi - Fedenex - Cris - windsurf – Roma – challenger sails - AB+.
Volendo però si può sempre dormire in machina o direttamente in spiaggia, la mattina sarete un po’ “incriccati” per via dell’ umidità, ma di sicuro il parcheggio è garantito. www.wsaction.com - Roberto Da Costa - Andrea Nesi - Fedenex - Cris - windsurf – Roma – challenger sails - AB+.
Prima di lanciarvi in acqua potete fare colazione nei vari bar che ci sono, sia in paese che in spiaggia. www.wsaction.com - Roberto Da Costa - Andrea Nesi - Fedenex - Cris - windsurf – Roma – challenger sails - AB+.
Lo spot non presenta particolari pericoli, vista la totale assenza di rocce e di corrente, è adatto a tutti, il fondale è completamente sabbioso, una lunga zona di acqua piatta aiuta ad imparare la partenza dall’acqua in modo comodo e sicuro, ottimo per chi vuole provare le manovre freestyle , visto che nelle giornate migliori si forma un piccolo “ciop” perfetto per staccare vulkan e spock , prefetto per il freeride e slalom, consente di fare lunghi bordi rimanendo sempre all’ interno della grande baia dove sulla sinistra sorge il Castello di Santa Severa, ultimamente restaurato merita una visita , e se avete la passione per la fotografia, potete fare foto direttamente dalla torretta . www.wsaction.com - Roberto Da Costa - Andrea Nesi - Fedenex - Cris - windsurf – Roma – challenger sails - AB+.
Lo spot lavora al meglio con venti provenienti da ovest nord ovest , che soffia con una certa regolarità su tutta la costa nei mesi estivi, ottimo con vento da nord meno frequente ma non rarissimo , il vento termico comincia a soffiare dalle 13 con intensità crescente con il picco massimo nelle ore più calde, per poi rimanere costante fino alla sera e spesso oltre il tramonto con intensità che varia dai 14 nodi per poi salire fino a 16 ,18 nodi, il tutto sempre con prevalenza di acqua poco mossa . www.wsaction.com - Roberto Da Costa - Andrea Nesi - Fedenex - Cris - windsurf – Roma – challenger sails - AB+.
Nei giorni di vento forte si può uscire anche con la 4.7 con delle rampe di una metrata belle ripide, dove si può saltare e provare il forward, come ha fatto il mio amico “Fede” che invece di girare di lato ha preferito centrare l’albero con conseguenze disastrose per il suo caschetto …dai nonno che prima o poi ce la fai!!! www.wsaction.com - Roberto Da Costa - Andrea Nesi - Fedenex - Cris - windsurf – Roma – challenger sails - AB+.
Per concludere un posto tranquillo, a prova di fidanzata o moglie, con tutti i servizi tranne i parcheggi ed i corridoi per l’entrata in mare, che ultimamente scarseggiano un po’ ovunque e quei pochi che ci sono vengono usati più dai bagnanti che dai natanti. www.wsaction.com - Roberto Da Costa - Andrea Nesi - Fedenex - Cris - windsurf – Roma – challenger sails - AB+.
Un grazie al mio grande amico il mitico “fante de coppe”, al secolo nonno “Fede”. www.wsaction.com - Roberto Da Costa - Andrea Nesi - Fedenex - Cris - windsurf – Roma – challenger sails - AB+.
Anteprima trapezio liberty accessori windsurf. - Scritto da Roberto Da Costa.
www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing Dopo due stagioni di test è pronto il nuovo trapezio per il windsurf della liberty, azienda leader nel campo della produzione di mute, giubbotti specifici per lo speed e trapezi da windsurf sia wave che slalom.www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing Grande interesse ha destato il rivoluzionario trapezio Carbon pro flex mod -wave. Il modello 2008 da me utilizzato è del tipo a fascia con struttura interna completamente in Thermo form, rivestita internamente in neoprene bi foderato per garantire confort e vestibilità perfetti. www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing Ma la grande rivoluzione sta nel fatto che questo trapezio ha una struttura esterna completamente in carbonio.
La parte che sostiene la schiena è stata studiata in modo da offrire al windsurfer un confort ed una protezione che altri trapezi non possono garantire, tutta la parte estera è in carbonio di grammatura superiore ai 800grammi per m2 ed è laminata con una resina molto flessibile, che funge da collante per le fibre di carbonio, ma che nello stesso tempo permette alla struttura stessa di avere un minimo di flex, evitando che il carbonio dopo la laminazione posso diventare troppo rigido e di conseguenza scomodo.
www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing
Questo tipo di trattamento fa si che la scocca esterna sia indeformabile nel tempo, e riesca a distribuire tutto il carico della vela in maniera uniforme, permettendo al surfer di mantenere per tutto il periodo dell’ uscita una posizione corretta. www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing
Il trapezio viene venduto con il gancio in acciaio inox del tipo non scorrevole ed a sgancio rapido, completo di sacca per il trasporto.
Prezzo mod carbon wave 140.00€
Per info www.libertywind.ip
www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing
TEST AB+ Freestyle 95 www.wsaction.com Roberto Da Costa
TEST AB+ Freestyle 95 www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing

AB Plus freestyle 95 full carbon. di Roberto da Costa www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing

Fare un test non è mai cosa facile, si corre il rischio di dare informazioni sbagliate a chi cerca di cambiare la propria tavola con una che vada meglio, o che gli permetta almeno di migliorare il proprio livello, dopo più 18 anni di windsurf, dei quali quattro come shaper delle mie tavole, e tre passati con le tavole della Drops credo di essermi fatto un‘idea ben precisa sul tipo di tavola da utilizzare per fare freestyle o wave. www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing
E visto il proliferare di nuovi shape che di anno in anno promettono fulminee planate, strambate da urlo e pesi al di sotto dei 5 kg, con tanto di finiture scintillanti e logo "Limited Full Carbon", quello che importa al comune surfista è solo farsi delle sane planate con una tavola solida che gli permetta di migliorare e fare delle strambate a tutta velocità. www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing


È questo lo spirito con il quale ho fatto il test del Freestyle AB Plus 95 litri, una tavola contro tendenza vista la maggioranza delle tavole da freestyle in commercio, corta e larga e dalla linea di rocker line tirata, questa tavola dalla grafica poco modaiola , e costruita tutta in carbonio o come direbbero i più tecnici Full Carbon, con tanto di placca in carbonio sulla coperta che fa vedere in modo chiaro e semplice il tipo di carbonio con il quale è stata costruita. www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing.
La tavola Freestyle AB Plus 95 litri come per le altre due tavole wave mi e stata consegnata direttamente dall’ importatore AB Plus l’Italia, il gentile e preparatissimo Andrea Bargi, che oltre ad importare le tavole del famoso Anders Bringdal,è anche uno speed man di tutto rispetto, che prova e utilizza personalmente in gara le tavole AB Plus. www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing

Ma veniamo al test, cominciamo col dire che la tavola viene venduta con relativa sacca super imbottita, pinna di primo ordine e footstrap dakine, il modello freestyle viene prodotto in tre misure, e tre diversi litraggi. www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing
La tavola in mio possesso, è il modello 95 litri, larga 62 cm e pesa, completa di pinna e footstrap, 6,800 kg, un peso leggermente superiore alla concorrenza, ma con una garanzia in più, la tavola grazie al tipo di costruzione, resiste alla maggior parte delle botte causate dal boma e dall’albero, una garanzia di durata in più, comunque il peso degli scafi AB Plus varia di tavola in tavola, questo è dovuto al fatto che, le tavole AB Plus sono tutte rigorosamente fatte a mano e non in stampo come la maggior parte degli scafi in commercio, quindi capirete che non è possibile mantenere uno standard sul peso, che rimane comunque nella media. www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing
Una volta sballata dalla sua sacca, la prima impressione è quella di avere fra le mani uno slalomino da vento forte, la prua bassa e il volume massimo posizionato fra le footstrap anteriori e la scassa d’albero può trarre in inganno, ma controllando meglio ci si rende conto che, sotto la carena leggermente concava, si trova un largo channell che parte dalla prua e aumenta progressivamente verso poppa, raggiungendo la massima profondità proprio sotto la scassa d’albero, fermandosi proprio sotto le footstrap anteriori, a poppa si trova un piccolo spock tail che aiuta nelle manovre freestyle,e non penalizza in nessun modo la partenza in planata ,anzi la tavola plana senza nemmeno pompare più di tanto e raggiunge velocità di tutto rispetto, di gran lunga superiori alle tavole dedicate al freestyle puro, anche l’angolo di bolina è notevole e permette di risalire il vento senza rischiare rovinosi e spinout. www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing

Un'altra grande qualità del freestyle AB Plus è la manovrabilità, la tavola segue le traiettorie in maniera fluida e senza perdere velocità, caratteristica che si trova a fatica nelle nuove tavole dedicate al freestyle, che a metà della strambata tendono a piantarsi inesorabilmente, scelte progettuali che tendono a favorire le rotazioni imposte dalle moderne manovre freestyle www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing.
Come vi dicevo il freestyle 95 litri grazie alla costruzione full Carbon riesce a sfruttare al meglio anche le più deboli raffiche di vento, permettendo alla tavola di planare velocemente,e di raggiungere in poco spazio la massima velocità, grazie a questa caratteristica lo scafo entra ed esce dalle strambate sempre in piena planata e senza perdite di velocità.
Grazie alla coperta ben sagomata il controllo, anche con vento molto forte, rimane impeccabile ed i pad in doppio spessore con tanto di cuscinetto integrato fa il resto, regalando uscite comode, e senza guai per le ginocchia. www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing
Nei salti la ridotta lunghezza dello scafo e la buona distribuzione del volume facilitano il controllo in tutta la fase aerea, il 95 AB Plus si controllala bene permettendo rotazioni sempre controllate e atterraggi comodi grazie al comodo pad. www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing

Volendola usare come nel mio caso come tavola puramente freestyle e considerando che il mio livello è sicuramente quello di un freestyle medio, posso garantire che manovre come Flaka , willy skipper Spock 540 e Forward ,non sono un problema per lo scafo creato da Anders Bringdal , che ad ogni manovra si lascia condurre in maniera impeccabile e senza stop nelle rotazioni,ottima anche come tavola unica per surfisti di peso compreso fra 65 –78 kg che la vogliono usare con vele comprese fra la 4.7, e la 6.0mq. www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing
Consiglio questa tavola a chi vuole imparare le prime manovre freestyle, lo scafo anche con vento leggero galleggia bene e il volume ben distribuito favorisce tutte le manovre con vento al limite della planata, volendo aumentare la già buona rotazione laterale, in alternativa si può usare una pinna più corta di quella di serie, io uso in alternativa la select mx da 23 cm . www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing

Consiglio questo scafo a chi vuole un prodotto costruito con materiali al top, e cerca una tavola per muovere i primi passi nel freestyle, o a chi vuole una tavola freeryde da usare con vele comprese fra 4.7e 6.0 www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing
Misure
Larghezza 62 cm
Lunghezza 235 cm
Volume 95 litri
Pinna Freestyle 25 cm
Per info sui prodotti 2008 AB Plus, Thommen, Proof, Liberty, Contattare l’importatore Andrea Bargi al 3381457462
guarda la gamma completa AB Plus

www.wsaction.com Roberto Da Costa, Andrea Nesi, Fedenex, windsurf, windsurfing
Test Challenger B-lite 5.9
Test Challenger B-lite 5.9

Test a cura di Roberto da Costa ,
Con la nuova stagione, tutte le velerie ripropongono i loro nuovi modelli,tutti rivisti e corretti,come vuole il mercato, e a tal proposito anche la veleria Challenger Sails di Senigallia non fa eccezione,e propone per la nuova stagione una linea di otto modelli alcuni dei quali completamente nuovi. Partendo dalla K onda fino ad arrivare alla vela dedicata ai piccoli campioni la Leon, tutte progettate dalla mente di Cesare Cantagalli e testate da tutto il Team Challenger.
Per il test ho preso in considerazione il modello Freestyle la Bash 5.9 lite, vela da abbinare alle moderne tavole da freestyle sui 100-120 litri e da usare come vela unica per le condizioni estive con venti che variano dai 14 nodi fino ai 18, prevalentemente in condizioni di acqua piatta.
Sono proprio queste le condizioni che abbiamo incontrato nel nostro test svolto sullo spot lago di Bracciano con vento di tramontana sui 16 nodi con raffiche fino a 18 nodi.
Una volta srotolata la vela, saltano subito all’occhio i nuovi rinforzi di base studiati per evitare che l’antisdrucciolo della tavola, possa rovinare la base della vela, nuovo anche il monofilm ora bicolore e tramato rosso o blu nelle zone di base e penna, anche la balumina viene rinforzata da un monofilm tramato a prova di strappo

Nuova anche la tasca d’albero ora di un nuovo materiale più robusto della versione 2007.
Presente anche nel modello 2008 la protezione di base costruita in Thermoform, e la carrucola in acciaio inox indispensabile e comoda in fase di montaggio.


Per preservare dalle abrasioni le stecche in fase montaggio, la Challenger Sails ha applicato sul terminale delle stecche di piccoli loghi in gomma e una fettuccia sul top della vela che serve in fase di montaggio e smontaggio, ed evita che la vela si accartocci mentre si sfila l’albero dalla tasca: piccoli dettagli che fanno capire quanta cura la Challenger sails mette nella progettazione delle proprie vele.

Armata con il suo albero lo short 430-100% la vela si monta velocemente, e con poca tensione di caricabasso si raggiunge subito il trim perfetto, facile da armare e da regolare non presenta nessuna piega antiestetica, il profilo si distribuisce in maniera molto uniforme con un leggero grasso all’ altezza delle prime due stecche di base, il boma relativamente lungo dà alla vela un aspetto compatto.

Prova in acqua
La cosa che colpisce è la progressiva accelerazione che la B-lite 5.9 possiede, in fase di inizio planata, la vela accelera e non strappa mai sul braccio anteriore rimanendo sempre molto controllabile in tutte le andature, questa caratteristica è di massimo aiuto nelle manovre tipo spock e flaka dove la vela deve rimanere neutra,e in tutte le manovre aeree, forward compreso.
E' proprio nelle manovre tipo loop che si riesce ad appezzare tutto il controllo che la vela trasmette al surfer, morbida nei cambi di mura, la B-lite 5.9 non crea problemi e non strappa, questo grazie al sistema di stecche che non toccano l’albero ed evitano proprio nei cambi di mura quel fastidioso scatto delle stecche.
La veleria è riuscita a raggiungere un ottimo equilibrio fra freewave e freestyle sulla B-lite 5.9, e anche se non si utilizza per un uso puramente Freestyle, la B-lite 5.9 pur non essendo molto veloce, riesce a mantenere sempre una buona velocità in tutte le andature, senza privilegiare nessuna in particolare, anche l’angolo di bolina con vento costante non varia di molto rispetto alle vele dedicate al freeryde.
Da segnalare inoltre, l’impegno che la veleria Challenger Sails ha messo nella scelta dei materiali di costruzione tutti rigorosamente di prima qualità , il tutto prestando la massima attenzione ai prezzi, che per la nuova serie 2008 sono addirittura inferiori rispetto alla serie precedente. Un motivo in più per scegliere Challenger Sails.

Consigli per il trim
5.9 albero 430 short 100% prolunga 22 cm boma 185
Per ottenere le massimo dalla vela ricordate di non esagerare con la tensione del caricabbasso tiratelo fino a che le prime due stecche della penna non sventano, poi regolate la bugna dando una leggera tensione,evitate assolutamente di tendere troppo la bugna e ricordatevi che la vela lavora al meglio solo con una corretta regolazione della bugna, se il vento aumenta vi consiglio di aumentare al massimo di 2 centimetri la tensione del caricabasso e di utilizzare il secondo occhiello di bugna
visita il sito ufficiale Challenger Sails
Test a cura di Roberto da Costa





